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I tagli della vegetazione riparia di Provincia di Siena e Consorzio di Bonifica “Toscana Sud” sono fuori dagli indirizzi normativi

Il WWF scrive alla Regione Toscana chiedendo conto delle modalità di intervento sui fiumi da parte della Provincia di Siena e del Consorzio di Bonifica “Toscana Sud”, quest'ultimo istituito con la Legge Regionale 79/2012.

In risposta alle proteste di cittadini, associazioni ambientaliste e Università di Siena contro gli estesi tagli a raso, con alterazione del naturale profilo dell'alveo fluviale, la Provincia e il Consorzio rivendicano la “legalità” delle loro azioni. Ma chi ha ragione?

Mentre i tagli minacciano di andare avanti, come se la pesante lettera dell'Università di Siena non bastasse a sospendere tutto - quantomeno per una riflessione - il WWF ha deciso di provare a fare chiarezza, producendo un dettagliato report in cui dimostra in maniera inequivocabile che l'arbitrarietà e la sistematicità della soluzione distruttiva messa in atto, ormai proceduralmente collaudata in questi anni, è un approccio gravemente incoerente con gli indirizzi della normativa.

Negli atti del Consorzio si legge che la ditta esecutrice dovrebbe operare un “taglio selettivo”, mirato alla “vegetazione presente nella sezione del corso d'acqua, nonché a quella morta o debolmente radicata”, per la “manutenzione ordinaria” del corso d'acqua. Un tipo di intervento per il quale il Consorzio però non paga la ditta, che in cambio può portarsi via il legname (bene pubblico) proveniente dalle “pulizie” del fiume, negli atti giudicato "di scarso e trascurabile valore commerciale". Con questo meccanismo, come i fatti dimostrano, le ditte sono libere di non fare alcuna selezione, in modo da poter ricavare il maggior beneficio possibile dal taglio: non solo legname da cippato ma, come dimostra la documentazione fotografica raccolta dal WWF, anche centinaia di alberi sani e di diametro utile ad essere commerciato per altri usi. La Provincia di Siena, invece, concede il taglio della vegetazione su richiesta di poche ditte commercialmente interessate alla raccolta di biomassa, a fronte di una concessione.

E così, taglio dopo taglio, assistiamo alla progressiva distruzione della naturalità diffusa che caratterizza le Terre di Siena, famose nel mondo per il loro equilibrio e stato di conservazione che hanno determinato il successo della Via Francigena, che si trova spesso a passare lungo i nostri corsi d'acqua.

La qualità degli interventi e le preoccupanti dichiarazioni rilasciate dagli Enti disattendono e contraddicono su numerosi piani ed in più punti la normativa interessata dalla questione: la Direttiva “Acque” 2006/60/CE, la Direttiva “Alluvioni” 2007/60/CE, il D. Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”, il Piano Paesaggistico Regionale, il Piano di gestione delle acque, il Piano di gestione del rischio alluvioni, fino alle linee guida “per la gestione della vegetazione di sponda dei corsi d'acqua secondo criteri di sostenibilità ecologica ed economica” della Regione Toscana (anno 2012). Il tutto, sapendo che esiste una Strategia regionale per la Biodiversità che trova in queste modalità di operare una delle principali minacce per habitat e specie fluviali. Evidentemente, per la Provincia e il Consorzio, normative, documenti tecnici, strumenti di pianificazione, buone pratiche, atti di indirizzo su ecosistemi, paesaggio e criteri innovativi per le attività bonifica sono fastidiosa carta straccia.

Davanti a questo quadro sconcertante, il WWF chiede alla Regione Toscana di intervenire in modo fermo, richiamando Provincia di Siena e Consorzio di Bonifica 6 “Toscana Sud” ad un immediato e deciso cambio di direzione. Nel frattempo il WWF mette a disposizione di cittadini e associazioni il proprio documento e aderisce alla protesta indetta dai cittadini di Pianella, sull'Arbia, per sabato 19 dicembre mattina.

Scarica il report WWF

Scarica la lettera dell'Università degli Studi di Siena alla Regione Toscana

 

Una selezione della normativa di riferimento